Profiteroles, una piramide di bontà nata alla Corte dei Medici

Profiteroles, una piramide di bontà nata alla Corte dei Medici

Profiteroles una piramide di bontà nata alla Corte dei Medici

Una piramide di bontà, una irrinunciabile scalata verso il piacere del palato. Il profiterole è un tipico dolce ottenuto con un bignè riempito di crema pasticcera, crema chantilly, panna o gelato, e poi ricoperto con una crema di cioccolato o di caramello.

Sebbene la ricetta originale voglia i bignè riempiti di panna e arricchiti da una copertura di cioccolato fuso, dei profiteroles esistono dunque diverse varianti.

La presentazione più comune di questo dolce avviene disponendo i singoli profiterole in una “montagnetta”, chiamata croquembouche.

L’origine, almeno in riferimento alla versione dolce, è probabilmente da attestarsi alla corte di Caterina de’ Medici, in particolare ad un suo cuoco. Le origini risalgono al XVII secolo. A Firenze infatti il dolce è chiamato “bongo”, attestando un’origine probabilmente diversa da quella francese.

In origine i profiteroles non erano dolci, bensì una pietanza realizzata con prodotti salati. Secondo alcuni testi, infatti questo piatto non era altro che un tipo di pane secco al quale veniva dato una forma sferica, il cui ripieno era ricco di carne e tartufo. Queste praline, una volta realizzate, venivano immerse in un brodo e mangiate calde.

Tutto inizia in Francia, come facilmente intuibile dall’etimologia della parola profiterole (anche ortografata prophitrole, profitrolle, profiterolle) che esiste dal sedicesimo secolo.

Il suo significato originale, sia in inglese che in francese, non è in ogni caso chiaro, anche se in seguito ha assunto il significato di una specie di panino “cotto sotto la cenere”, a conferma della sua origine salata.  Secondo altri il nome potrebbe essere quella di “profit”, in francese profitto, guadagno.

Nella ex provincia di Messina ne esiste una variante, chiamata bianco e nero.